La certificazione ISO 45001 consente alle organizzazioni di strutturare un Sistema di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro, o SGSL, orientato alla prevenzione, al coinvolgimento delle persone e al miglioramento continuo. Pur essendo ormai una certificazione consolidata e non sempre distintiva sul mercato, rimane uno strumento decisivo per trasformare la sicurezza da insieme di adempimenti obbligatori a criterio con cui organizzare il lavoro e prendere decisioni.

Che cos’è la certificazione ISO 45001

La ISO 45001 è lo standard internazionale che definisce i requisiti per realizzare, applicare e migliorare un Sistema di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro.

La norma può essere applicata da organizzazioni di qualsiasi dimensione e settore. Non stabilisce misure tecniche specifiche per ogni singolo rischio, ma fornisce un metodo per individuare i pericoli, valutare rischi e opportunità, definire responsabilità, pianificare gli interventi e controllarne nel tempo l’efficacia.

La certificazione viene rilasciata da un organismo indipendente, dopo avere verificato che il sistema aziendale sia conforme ai requisiti della norma e concretamente applicato.

Qual è l’obiettivo della ISO 45001

L’obiettivo principale della ISO 45001 è prevenire infortuni e malattie professionali, creando condizioni di lavoro sicure e salubri.

Per raggiungerlo, il sistema richiede all’organizzazione di andare oltre la gestione episodica dei problemi: non si interviene soltanto dopo un incidente, una segnalazione o una modifica normativa, ma si costruisce un processo continuativo per conoscere i rischi, stabilire priorità, assegnare risorse, verificare i risultati e individuare nuove possibilità di miglioramento.

Un ruolo centrale è attribuito alla Direzione, che deve integrare la salute e la sicurezza nelle decisioni aziendali, e alla consultazione e partecipazione dei lavoratori. Chi svolge ogni giorno un’attività deve essere messo nelle condizioni di contribuire all’individuazione dei pericoli e alla definizione di misure realmente applicabili.

Ritratto ravvicinato di tre uomini che indossano gilet ad alta visibilità arancione ed elmetto di sicurezza. Uno dei tre è un giacca e cravatta a rappresentare il titolare dell'attività.

ISO 45001 e sicurezza obbligatoria: qual è la differenza?

La certificazione ISO 45001 è volontaria e non sostituisce gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. (Testo Unico Sicurezza). Valutazione dei rischi, nomina delle figure previste, formazione, sorveglianza sanitaria, gestione delle emergenze, manutenzione, utilizzo delle attrezzature e adozione delle misure di prevenzione e protezione restano obbligatori indipendentemente dalla presenza di un sistema certificato.

La differenza riguarda soprattutto il metodo: la gestione obbligatoria indica che cosa l’organizzazione deve fare per rispettare la legge, mentre il sistema di gestione stabilisce come collegare e governare nel tempo le diverse attività, evitando che rimangano separate o dipendano esclusivamente dall’iniziativa delle singole persone.

La ISO 45001 richiede, per esempio, di:

  • analizzare il contesto nel quale opera l’organizzazione;
  • individuare rischi e opportunità;
  • definire obiettivi misurabili;
  • chiarire ruoli, responsabilità e modalità operative;
  • coinvolgere i lavoratori;
  • controllare anche appaltatori e processi affidati all’esterno;
  • monitorare le prestazioni;
  • analizzare incidenti, non conformità e mancati infortuni;
  • svolgere audit interni e riesami periodici;
  • migliorare continuamente il sistema.

Non si tratta quindi di aggiungere documenti agli adempimenti già esistenti, ma di creare collegamenti, responsabilità e verifiche che rendano la prevenzione parte dell’organizzazione del lavoro.

Una certificazione consolidata può essere ancora strategica?

La ISO 45001 è spesso considerata una certificazione “storica”. Evoluzione della BS OHSAS 18001, in molti settori è già ampiamente diffusa, mentre in altri viene richiesta come requisito per partecipare a gare, entrare in determinate filiere o qualificarsi come fornitore. Per questo motivo, il suo possesso non rappresenta necessariamente un elemento distintivo dal punto di vista commerciale. Il suo valore più importante si trova altrove: nella possibilità di cambiare la cultura e l’atteggiamento dell’organizzazione verso la salute e la sicurezza.

Un SGSL applicato in modo efficace aiuta a superare l’idea che la sicurezza sia una materia riservata al datore di lavoro, al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione o all’ufficio QHSE. Acquisti, manutenzione, produzione, risorse umane, progettazione, logistica e direzione prendono decisioni che possono generare, ridurre o controllare i rischi. La certificazione può quindi diventare l’occasione per rendere ciascuna funzione consapevole del proprio ruolo e per inserire la prevenzione nei normali processi aziendali.

Ritratto di un addetto al controllo che scende da una scala gialla di un sito produttivo, mentre regge tra le mani una cartellina di controllo e una penna e indossa gilet ad alta visibilità giallo e un elmetto di sicurezza bianco.

ISO 45001 e Modello 231: qual è il collegamento?

Il D.Lgs. 231/2001 disciplina la responsabilità amministrativa delle aziende e degli altri enti per determinati reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio da persone che operano all’interno dell’organizzazione. Tra questi “reati presupposto”, l’art. 25-septies del Decreto comprende anche l’omicidio colposo e le lesioni personali colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Ciò significa che, in seguito a un grave infortunio, oltre alla responsabilità penale delle persone coinvolte può configurarsi anche una responsabilità dell’azienda, con l’applicazione delle sanzioni previste dal D.Lgs. 231/2001.

Il Decreto prevede però che l’adozione e l’efficace attuazione di un adeguato Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (Modello 231) possa costituire uno strumento di tutela dell’ente rispetto a questa responsabilità. Non è sufficiente che il Modello 231 esista formalmente: l’organizzazione deve dimostrare che è stato costruito in modo idoneo a prevenire i reati considerati e che viene concretamente applicato, controllato e aggiornato.

È qui che interviene l’art. 30 del D.Lgs. 81/2008. L’articolo indica le caratteristiche che deve possedere la componente del Modello 231 dedicata alla prevenzione dei reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Richiede, tra gli altri aspetti, un sistema aziendale capace di assicurare il rispetto degli obblighi di legge, una chiara articolazione delle responsabilità, la registrazione delle attività svolte, adeguati controlli, un sistema disciplinare e il riesame periodico del Modello. In particolare cita il Sistema di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro conforme alla ISO 45001 come base organizzativa per costruire questa parte del Modello 231.

ISO 45001 e Modello 231, tuttavia, non sono equivalenti. La certificazione ISO 45001 non comporta automaticamente l’esclusione della responsabilità dell’azienda e non dimostra, da sola, l’idoneità e l’efficace attuazione del Modello 231. Per creare un raccordo effettivo è necessario verificare e, quando occorre, integrare il SGSL con gli elementi specifici richiesti dal sistema 231, tra cui:

  • il sistema disciplinare;
  • la gestione delle deleghe e dei poteri;
  • i flussi informativi verso l’Organismo di Vigilanza;
  • le attività di vigilanza e controllo;
  • l’aggiornamento del Modello in seguito a violazioni o cambiamenti organizzativi.

Il vantaggio dell’integrazione è concreto: il Modello 231 può utilizzare processi, responsabilità, controlli ed evidenze già presenti nel sistema ISO 45001, evitando di costruire una gestione della sicurezza parallela e separata. L’efficacia di entrambi gli strumenti dipende però dalla loro applicazione reale, non dalla sola presenza di procedure, documenti o certificati.

Primo piano di una mano coperta da un guanto da lavoro bianco e che tiene una cuffia per la protezione dell'udito.

Integrare la ISO 5001 con altri sistemi di gestione

La ISO 45001 può essere integrata con altri sistemi di gestione, in particolare con ISO 9001 per la qualità e ISO 14001 per l’ambiente. Questi standard condividono una struttura comune e diversi elementi organizzativi: analisi del contesto, valutazione di rischi e opportunità, gestione documentale, competenze, comunicazione, controllo operativo, audit interni, gestione delle non conformità e riesame della Direzione.

L’integrazione consente di evitare duplicazioni e di governare in modo unitario processi che hanno contemporaneamente implicazioni per qualità, ambiente e sicurezza. La gestione di un fornitore, di un nuovo impianto o di una modifica produttiva, per esempio, può essere valutata considerando insieme continuità e qualità del processo, impatti ambientali e rischi per le persone.

Il SGSL può essere coordinato anche con la SA8000, che affronta temi legati alla responsabilità sociale e ai diritti dei lavoratori. Pur avendo finalità e requisiti specifici, i due sistemi condividono l’attenzione per le condizioni di lavoro, la partecipazione delle persone, la gestione dei fornitori e il miglioramento continuo.

Integrare non significa semplicemente riunire più manuali. Significa costruire un unico metodo di governo, nel quale obiettivi e controlli siano coerenti con le attività e con le dimensioni dell’organizzazione.

Certificazione ISO 45001 e modello OT23

Il modello OT23 permette alle aziende che realizzano interventi migliorativi rispetto agli obblighi di legge di richiedere a INAIL una riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione.

L’adozione e il mantenimento di sistemi organizzativi per la gestione della salute e sicurezza rientrano tra gli interventi valorizzati dal modello. La certificazione ISO 45001 può quindi assumere anche una rilevanza economica, oltre che organizzativa, contribuendo al raggiungimento delle condizioni richieste per presentare la domanda.

Il riconoscimento non è però automatico. L’azienda deve verificare i requisiti indicati nel modello relativo alla specifica annualità, essere in regola con gli obblighi contributivi e assicurativi e con le disposizioni in materia di salute e sicurezza, oltre a presentare la documentazione probante richiesta.

Poiché il modello OT23 viene aggiornato annualmente, è opportuno valutare ogni anno la corrispondenza tra il sistema applicato, gli interventi dichiarabili e le evidenze documentali da trasmettere.

Un gruppo di persone che indossa abiti da lavoro relativi a settori diversi esulta. Un filtro scuro mette in risalto in primo piano una linea bianca che rappresenta un tratto di un elettrocardiogramma.

Il valore della ISO 45001 dipende da come viene applicata

Un Sistema di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro è uno strumento. Come ogni strumento, non è di per sé né buono né cattivo: il risultato dipende dall’uso che ne fa l’organizzazione.

Un sistema costruito principalmente per superare l’audit può produrre procedure formalmente corrette, ma distanti dal lavoro reale. Un sistema progettato a partire dai processi, dai rischi e dal confronto con le persone può invece migliorare la capacità di prevenire gli incidenti, individuare tempestivamente le criticità e assumere decisioni più consapevoli.

La vera differenza non è quindi rappresentata dal certificato, ma dall’impegno della Direzione, dalla partecipazione dei lavoratori e dalla capacità di mantenere e sviluppare il sistema nel tempo.

ARM supporta le organizzazioni nella progettazione, nell’implementazione e nell’integrazione dei Sistemi di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro, con l’obiettivo di costruire strumenti proporzionati alla realtà aziendale e concretamente applicabili.