Le ultime modifiche al decreto 231 sono state introdotte dalla Legge 9 marzo 2022 n.22, che ha aggiunto gli articoli 25-septiesdecies e 25-duodevicies, e dalla Legge 9 ottobre 2023 n. 137, che ha modificato l’articolo 24 e 25-octies. In emtrabi i casi il risultato è un ampliamento dell’inventario dei reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti. Queste modifiche richiedono agli OdV231 di procedere all’aggiornamento dei modelli di organizzazione e gestione (MOG) degli enti per i quali svolgono tale funzione.

I reati introdotti della ultime modifiche al decreto 231

Mentre la legge di marzo 2022 ha introdotto due nuovi articoli al decreto 231 e, quindi, due nuove “famiglie” di reato presupposto (“Delitti contro il patrimonio culturale” e “Riciclaggio di beni culturali e devastazione e saccheggio di beni culturali e paesaggistici“), la legge di ottobre 2023 ha ampliato i reati presupposto ricadenti in due famiglie già presenti (“Indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche e frode informatica in danno dello Stato o di un ente pubblico” e “Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, nonché autoriciclaggio“).

Le modifiche al decreto 231 hanno introdotto nuovi reati per cui l'ente diviene perseguibile nel caso in cui il reato sia commesso da un soggetto che opera in posizione apicale o subordinata dell'ente, senza che questo abbia fatto nulla per impedirlo e ricavandone un vantaggio.

Tutti gli articoli della Sezione III (Responsabilità amministrativa da reato) del decreto 231 rimandano a quelli del Codice Penale che definiscono il reato per cui l’ente diviene perseguibile nel caso in cui il reato sia commesso da un soggetto che opera in posizione apicale o subordinata dell’ente, senza che questo abbia fatto nulla per impedirlo e ricavandone un vantaggio. Questo significa che per individuare i reati presupposto è necessario soffermarsi sui singoli articoli del Codice Penale richiamati dall’articolo del decreto 231, e non è sufficiente conoscere la famiglia di riferimento.

Vediamo più nel dettaglio quali sono i “nuovi reati 231”.

art. 24

Vengono aggiunti 2 riferimenti ad articoli del codice penale (quindi le fattispecie integrate nel novero dei reati preossuposto sono 2):

  1. art. 353 – Turbata libertà degli incanti
  2. art. 353-bis – Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente

art. 25- octies

Vengono aggiunto 1 riferimento a un articolo del codice penale (quindi la fattispecie integrata nel novero dei reati preossuposto è 1):

  1. art. 512-bis – Trasferimento fraudolento di valori
    Mentre la legge di marzo 2022 ha introdotto due nuovi articoli al decreto 231 e, quindi, due nuove "famiglie" di reato presupposto, la legge di ottobre 2023 ha ampliato i reati presupposti ricadenti in due famiglie già presenti.

    art. 25-septiesdecies 

    Gli articoli di riferimento del codice penale e, quindi, le relative fattispecie integrate nel novero dei reati preossuposto sono 9:

    1. Art. 518 bis — Furto di beni culturali
    2. Art. 518-ter — Appropriazione indebita di beni culturali
    3. Art. 518 quater — Ricettazione di beni culturali
    4. Art. 518 octies — Falsificazione in scrittura privata relativa a beni culturali
    5. Art. 518-novies — Violazioni in materia di alienazione di beni culturali
    6. Art. 518 decies — Importazione illecita di beni culturali
    7. Art. 518 undecies — Uscita o esportazione illecite di beni culturali
    8. Art. 518 duodecies — Distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici
    9. Art. 518 quaterdecies — Contraffazione di opere d’arte

    art. 25-duodevicies

    Gli articoli di riferimento del codice penale, e quindi le relative fattispecie di reato integrato nel novero dei reati preossuposto sono 2:

    1. Art. 518 sexies — Riciclaggio di beni culturali
    2. Art. 518 terdecies — Devastazione e saccheggio di beni culturali e paesaggistici
    Le ultime modifiche al decreto 231 sono motivo di aggiornamento dei MOG degli enti.

    Che cosa comportano le ultime modifiche al decreto 231?

    Le modifiche introdotte dalla Legge 9 marzo 2022 n.22 e dalla Legge 9 ottobre 2023 n.137 hanno di fatto “solo” introdotto nuove fattispecie di reato presupposto. Questa modifica diventa però motivo di aggiornamento dei MOG degli enti (lo sono anche le aziende!), quanto meno in termini di integrazione dell’elenco dei reati presupposto e del relativo risk assessment. Se poi la valutazione del rischio associato alla commissione di uno o più dei nuovi reati risultasse significativa, allora il MOG dovrebbe essere aggiornato anche in termini di procedure per la prevenzione di questi reati a rischio significativo.

    La modifica/ aggiornamento del MOG è responsabilità dell’OdV231, in quanto uno dei compiti specificamente previsti a suo carico dallo stesso decreto 231.

    Quando e come può essere modificato il decreto 231?

    Non esiste una regola per prevedere le modifiche al decreto né per sapere se le modifiche riguaderanno l’introduzione di nuovi reati oppure modifiche dei reati già contemplati, com’è stato a febbraio 2022 a seguito dell’entrata in vigore della Legge n. 238 del 23 dicembre 2021 (c.d. Legge Europea). Di fatto l’onere del monitoraggio delle modifiche della norma di riferimento è in carico all’OdV231 che deve poi valutare di volta in volta se via sia o meno la necessità di adeguare uno o più documenti del MOG.