Il datore di lavoro deve provvedere affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini, mediante sistemi realizzati secondo le norme tecniche applicabili. Si tratta dell’obbligo definito dall’art.84 del Testo Unico Sicurezza. In pratica il datore di lavoro deve effettuare la valutazione del rischio dovuto ai fulmini e definire le idonee misure di prevenzione e protezione.
Rischio dovuto ai fulmini o scariche atmosferiche
Il rischio in questione si riferisce alla probabilità che un fulmine colpisca una struttura o un’area, provocando potenziali danni a edifici, impianti e persone. Le scariche atmosferiche, comunemente conosciute come fulmini, rappresentano un pericolo concreto e significativo: oltre ai danni materiali, che possono includere incendi e distruzioni parziali o totali delle strutture, i fulmini possono anche causare gravi incidenti elettrici ed essere letali per le persone.
Il rischio dovuto ai fulmini dipende da vari fattori, tra cui l’altezza e la posizione della struttura, la sua vicinanza a corpi idrici o aree aperte, e le caratteristiche climatiche della zona. Gli edifici alti e isolati, ad esempio, sono più suscettibili ai fulmini rispetto alle strutture situate in aree densamente edificate.
La valutazione del rischio scariche atmosferiche
La valutazione del rischio connesso alle scariche atmosferiche e è una fase cruciale per la protezione delle strutture e delle persone in quanto necessaria per individuare le corrette misure di prevenzione e protezione. In carico al datore di lavoro, viene tipicamente eseguita da ingegneri e tecnici esperti in materia di sicurezza elettrica in riferimento alla norma CEI EN 62305, che fornisce linee guida dettagliate per determinare il livello di rischio e le misure di protezione necessarie.
Il processo di valutazione inizia con un’analisi dettagliata delle caratteristiche della struttura, considerando fattori come la geometria dell’edificio, i materiali utilizzati, e la presenza di impianti o sistemi sensibili. Successivamente, viene calcolata la probabilità che un fulmine colpisca la struttura e si valutano i possibili effetti dannosi, inclusi gli effetti diretti (come danni fisici all’edificio) e quelli indiretti (come sovratensioni che possono danneggiare i dispositivi elettronici).
Una volta completata l’analisi, l’esperto determina il livello di protezione necessario e progetta un sistema di protezione contro le scariche atmosferiche o LPS (Lightning Protection System) adeguato, che può includere l’installazione di parafulmini, la messa a terra dell’impianto elettrico e l’adozione di altre misure di sicurezza.
Che cos’è un lightning protection system (LPS)
Un Lightning Protection System (LPS) è un insieme di dispositivi progettati per proteggere una struttura dalle scariche atmosferiche. Un LPS standard è composto principalmente da tre elementi: il captatore (o parafulmine), il sistema di conduttori di discesa e il sistema di messa a terra. Questi elementi lavorano insieme per intercettare, condurre e disperdere l’energia del fulmine in modo sicuro:
- il captatore è l’elemento che intercetta il fulmine. Può essere un’asta metallica, una rete conduttiva o altri dispositivi simili, posizionati sulla parte superiore della struttura.
- il conduttore di discesa è composto dai cavi che collegano il captatore al sistema di messa a terra, permettendo all’energia di fluire in modo sicuro verso il terreno.
- il sistema di messa a terra è il componente che disperde l’energia nel terreno, prevenendo danni.
A questi elementi si possono aggiungere altre componenti, come i dispositivi di protezione contro le sovratensioni (SPD – Surge Protection Devices) che hanno la funzione di proteggere gli impianti elettrici da eventuali sovratensioni che possono essere causate dalle scariche atmosferiche.
Impianto elettrico, messa a terra e sistema di protezione contro le scariche atmosferiche: le verifiche periodiche
Un impianto elettrico sicuro è fondamentale per ridurre il rischio associato alle scariche atmosferiche. E la messa a terra, che è parte dell’impianto elettrico, gioca un ruolo centrale in questo contesto, poiché permette di disperdere l’energia del fulmine nel terreno, riducendo così il rischio di danni agli impianti e alle persone. In sostanza gli LPS sono strettamente connessi agli impianti elettrici e alla messa a terra degli stessi.
In termini operativi, il legame è definito anche dalla normativa che ne definisce la gestione: il DPR 462/01 che disciplina la denuncia e la verifica degli impianti elettrici e di messa a terra, definisce i medesimi obblighi per gli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche. Questo significa che, nei casi in cui la valutazione del rischio scariche atmosferiche abbia concluso la necessità di un LPS specifico (aggiuntivo alla messa a terra), quest’ultimo dovrà disporre di specifica dichiarazione di conformità e la stessa sarà la base per la denuncia dell’impianto di protezione tramite CIVA e l’attivazione delle verifiche periodiche (biennali o quinquennali) a cura di organismi abilitati alle verifiche dal Ministero competente.
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