Il radon è un gas naturale radioattivo che può accumularsi negli ambienti chiusi e rappresenta un rischio per la salute. Anche se la normativa italiana non prevede un obbligo generale di misurazione per tutte le imprese, situazioni specifiche richiedono valutazioni e azioni concrete. Il riferimento principale è il D.Lgs. 101/2020, che recepisce la direttiva Euratom, e richiede l’inclusione della valutazione del rischio radon nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Il Radon e la sua rilevanza per le aziende
Il radon è un gas radioattivo, inodore e incolore, che deriva dal decadimento naturale dell’uranio nel suolo e nei materiali. Può migrare negli edifici, soprattutto nei locali interrati o al piano terra, e accumularsi in concentrazioni che aumentano l’esposizione delle persone che vi lavorano.
L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) classifica i prodotti di decadimento del radon come cancerogeni per l’uomo per il rischio di tumore polmonare correlato all’inalazione prolungata.
Normativa di riferimento: D.Lgs. 101/2020 e aree prioritarie
Il D.Lgs. 101/2020 stabilisce le norme fondamentali per la protezione dalle radiazioni ionizzanti, incluso il rischio radon negli edifici e nei luoghi di lavoro.
Secondo il decreto:
- le Regioni devono individuare le aree dove si stima che la concentrazione media annua di radon superi i livelli di riferimento in un numero significativo di edifici (aree prioritarie);
- i datori di lavoro devono valutare e gestire il rischio radon nei DVR, in particolare nelle condizioni di rischio specificate;
- gli esiti delle misurazioni devono essere conservati e, se superiore ai livelli di riferimento, possono richiedere interventi correttivi.
Alcune Regioni, come la Regione Lombardia, hanno già individuato le cosiddette aree prioritarie in applicazione dell’articolo 11 del D.Lgs. 101/2020.
Quando la misurazione è effettivamente necessaria
La misurazione della concentrazione media annua di radon diventa un elemento importante quando:
- il luogo di lavoro ha locali sotterranei o seminterrati. Secondo il D.Lgs. 101/2020, sono inclusi anche gli ambienti parzialmente interrati e quelli al piano terra in alcune condizioni;
- l’attività è in un’area prioritaria. Nei territori individuati dalle Regioni, come nell’esempio lombardo, si stima una probabilità statisticamente più alta di superamento del livello di riferimento;
- in caso di altre condizioni specifiche che normative tecniche o linee guida (nazionali e regionali) possono indicare (ex. categorie particolari di edifici o attività da valutare caso per caso).
Livelli di riferimento e interventi correttivi
Il livello di riferimento per la concentrazione media annua è solitamente 300 Bq/m³ per i luoghi di lavoro.
In caso di superamento dei livelli di riferimento, il datore di lavoro deve pianificare e implementare interventi di mitigazione quali:
- miglioramento della ventilazione naturale o meccanica;
- sigillatura delle fessure e delle vie di ingresso del radon;
- sistemi di depressurizzazione del suolo.
Tali interventi devono essere progettati da professionisti qualificati (geometri, architetti o ingegneri iscritti all’Albo che abbiano partecipato a corsi di formazione e aggiornamento universitari dedicati, della durata di 60 ore).
Il rischio radon nel DVR aziendale
La valutazione del rischio radon deve essere formalizzata nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e integrate con le indicazioni del D.Lgs. 101/2020.
Anche quando non si effettua una misurazione, è necessario documentare l’analisi delle condizioni di rischio e le motivazioni aziendali per escludere o confermare l’azione preventiva.
Responsabilità del datore di lavoro
Una valutazione incompleta o l’omissione del rischio radon può costituire una violazione degli obblighi di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, esponendo l’azienda a sanzioni e responsabilità.
Domande frequenti
Il radon riguarda solo edifici pubblici?
No. Anche le aziende private devono considerare il rischio radon se operano in locali che presentano le condizioni descritte dal decreto, indipendentemente dal fatto che siano in aree prioritarie.
Devo misurare sempre il radon?
La misurazione è necessaria nelle aree prioritari e consigliata se le condizioni del luogo di lavoro la rendono pertinente (locali interrati/seminterrati o situazioni tecniche che lo giustificano).
Cosa succede se i valori sono inferiori al livello di riferimento?
Se la concentrazione media annua è inferiore ai livelli di riferimento, il datore di lavoro conserva i risultati e può prevedere controlli periodici futuri.
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