Nell’attuale contesto di crescente attenzione alla tutela ambientale e alla responsabilità sociale, l’edilizia sostenibile sta diventando un obiettivo prioritario per progettisti, costruttori e governi locali. Tra gli strumenti con cui la Pubblica Amministrazione promuove pratiche edilizie sostenibili ci sono i Criteri Ambientali Minimi (CAM), argomento all’ordine del giorno per chi si occupa di appalti e intende sfruttare la premialità sui punteggi di aggiudicazione. Vediamo di capire che cosa sono i CAM e come funzionano (e perché non esiste una “certificazione CAM” in senso stretto).

Che cosa sono i criteri ambientali minimi

I CAM sono requisiti con valenza ambientale che si applicano ai processi di approvvigionamento della pubblica amministrazione. La loro introduzione in Italia nasce da spinte a livello europeo e sancisce la scelta istituzionale di promuovere la diffusione di tecnologie e prodotti più sostenibili dal punto di vista ambientale.

I criteri ambientali minimi vengono adottati con decreto ministeriale e la loro applicazione da parte della pubblica amministrazione deriva dalle disposizione degli Codice degli appalti.

I Criteri Ambientali Minimi vengono adottati con decreto ministeriale e la loro applicazione da parte della pubblica amministrazione deriva dalle disposizione degli Codice degli appalti (art. 34 del D.Lgs. 50/2016 prima, e art. 57, comma 2 del dD.Lgs. 36/2023 poi), che vincola le stazioni appaltanti a integrare i CAM nei bandi di gara. In sostanza, il settore pubblico viene utilizzato come leva di mercato per indurre gli operatori economici ad adeguarsi alle nuove richieste di sostenibilità.

Non solo CAM per l’edilizia

Attualmente sono stati adottati criteri ambientali minimi in relazione a 18 categorie di forniture ed affidamenti: arredi per interni, ristorazione collettiva, stampanti, veicoli, verde pubblico sono alcuni esempi. Tra queste 18 categorie è compreso l’affidamento del servizio di progettazione ed esecuzione dei lavori di interventi edilizi, regolato dal D.M. 256/2022 (in vigore dal 4 dicembre 2022). Si è però in attesa di un aggiornamento per effetto del decreto direttoriale del MASE n.15 del 31 marzo 2023, finalizzato ad “aggiornare al progresso tecnico e all’evoluzione dei mercati di riferimento” i CAM del settore.

Conoscere nel dettaglio il contenuto del decreto CAM relativo ai Criteri Ambientali Minimi per l'edilizia è il primo passo per mantenersi competitivi.

I Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia

I Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia rappresentano un insieme di requisiti e parametri volti a promuovere la sostenibilità ambientale e sociale nell’ambito degli appalti pubblici relativi alla progettazione ed esecuzione dei lavori di interventi edilizi. Riassumendo potremmo dire che i CAM per l’edilizia affrontano tre aree tematiche principali:

  1. specifiche tecniche progettuali (a livello territoriale-urbanistico, a livello di edificio, di prodotti da costruzione e di gestione del cantire);
  2. clausole contrattuali relative alle risorse umane e strumentali;
  3. criteri premianti per l’affidamento del servizio di progettazione o dei lavori oppure in caso di affidamento congiunto.

Riguardano cioè aspetti molto differenti, che vanno dal contenuto di progetto alla quantificazione degli impatti di cantiere, passando per le competenze del personale e i requisiti prestazionali dei mezzi.

I Criteri Ambientali Minimi per l'edilizia rappresentano un insieme di requisiti e parametri volti a promuovere la sostenibilità ambientale e sociale nell'ambito degli appalti pubblici relativi alla progettazione ed esecuzione dei lavori di interventi edilizi.

Il rispetto dei CAM (o perchè non esiste una “certificazione CAM”)

La verifica di conformità ai criteri ambientali avviene secondo le indicazioni di verifica, quindi la descrizoione delle informazioni, dei metodi e della documentazione che lo stesso “decreto CAM” indiviuda per ciascun criterio ambientale dopo averlo individuato e definito. Questo significa che il metodo per dimostrare il rispetto dei requisiti CAM non è univoco, ma dipende dal criterio preso in considerazione. Si va da certificaizoni del personale a sistemi di contabilizzazione, passando per certificazioni di sistema:

non esiste una “certificazione CAM”, ma esistono metodi diversi in funzione del requisito per dimostrare il rispetto del requisito stesso.

Come comportarsi, per essere competitivi

Conoscere nel dettaglio il contenuto del decreto CAM relativo ai Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia è il primo passo per mantenersi competitivi, perché in questo modo diventa possibile orientare le scelte aziendali e consentire il progressivo allineamento ai requisiti dei bandi di gara pubblici: in questo modo l’azienda acquisisce il possesso dei requisiti in modo graduale piuttosto che attraverso investimenti ingenti e concentrati in un arco temporale ristretto. In secondo luogo è opportuno effettuare una valutazione strategica rispetto ai criteri premianti per individuare quelli più ricorrenti nei bandi di gara di interesse, e indirizzare gli investimenti in modo efficace e non disperdere risorse.