Dal prossimo 15 dicembre si aprono ufficialmente le iscrizioni al RENTRI, il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, per le prime realtà soggette all’obbligo, ma è bene che tutte le realtà coinvolte dalla produzione allo smaltimento dei rifiuti inizino a occuparsi dell’argomento perché le novità operative impatteranno su tutti dal 13 febbraio 2025.

Iscrizione al RENTRI: le prime cose da sapere

I primi soggetti vincolati all’iscrizione al RENTRI saranno i gestori di impianti di recupero e smaltimento, i trasportatori professionali (cat. 4 e 5 dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali) e i produttori di rifiuti pericolosi e non pericolosi con più di 50 dipendenti. La finestra per l’iscrizione si apre il 15 dicembre e si chiude il 13 febbraio 2025. A seguire sarà la volta dei produttori di rifiuti pericolosi tra 10 e 50 dipendenti e dei produttori di rifiuti pericolosi con meno di 10 dipendenti.

I passi richiesti per l'iscrizione al RENTRI.

L’iscrizione richiede a ogni soggetto (operatore) di individuare un proprio rappresentante (utente) e i soggetti incaricati all’utilizzo del RENTRI (incaricati), i quali dovranno disporre di un sistema di riconoscimento digitale dell’identità (SPID, CIE, CNS) per la registrazione e il successivo utilizzo del registro.

L’iscrizione richiede di identificare unità locali, numerosità dei dipendenti di ciascuna unità locale e di associare le relative attività di gestione rifiuti sia per calcolare correttamente il costo di iscrizione e utilizzo del RENTRI sia per poter provvedere alla corretta emissione dei registri di carico e scarico dei rifiuti.

Considerato che i diritti di utilizzo sono connessi all’anno solare, l’indicazione per i primi soggetti che dovranno iscriversi è di finalizzare l’iscrizione dopo il 1° gennaio 2025, al fine di evitare il pagamento per il 2024 (di fatto non usufruito). Per gli anni successivi a quello di iscrizione, i diritti dovranno essere versati entro il 30 aprile.

L'accesso al RENTRI richiede strumenti di identificazione digitali.

Lo spartiacque del 13 febbraio 2025: perché iniziare a occuparsene

A partire dal 13 febbraio 2025 entreranno in vigore i nuovi modelli di registro carico e scarico rifiuti e di formulari di identificazione dei rifiuti (FIR) per tutti gli operatori, e non solo per i primi soggetti vincolati all’iscrizione al RENTRI. Il 13 febbraio sarà un vero e proprio spartiacque tra i vecchi modelli e le precedenti modalità di vidimazione e i nuovi modelli e le nuove modalità di vidimazione:

  1. i trasporti dei rifiuti avviati a partire dal 13 febbraio 2024 non potranno che essere accompagnati dai FIR compilati sui nuovi modelli, pena il respingimento da parte degli impianti e l’accertamento di un trasporto di rifiuti privo del documento identificativo, in quanto il vecchio modello verrà abrogato e perderà quindi ogni valore legale;
  2. le movimentazioni dei rifiuti potranno essere registrare solo sui nuovi modelli, pena la contestazione di mancata tenuta del registro di carico e scarico.

Porsi la questione a partire dal 12 febbraio non risulterà sostenibile per nessun operatore, in quanto i formulari dovranno essere vidimati tramite RENTRI e i registri di carico e scarico dovranno essere preventivamente vidimati dalla Camera di Commercio territorialmente competente. Per gli impianti di gestione rifiuti, abituati a stampare il registro su fogli bianchi vidimati, è esclusa anche la possibilità di stampare i nuovi modelli su fogli bianchi vidimati in precedenza. Senza contare la necessità di formazione degli autisti all’utilizzo dei nuovi modelli e degli incaricati alla compilazione del registro di carico e scarico secondo le nuove regole. Non si osservano stravolgimenti, ma i cambiamenti non sono del tutto intuitivi.

Il 13 febbraio 2025 segnerà uno spartiacque per la tracciabilità dei rifiuti in Italia.

I motivi per cui prepararsi al RENTRI, al di là dell’iscrizione

Oltre a dover prendere confidenza con i nuovi modelli e i nuovi meccanismi di vidimazione, il RENTRI imporrà un nuovo rigore nelle tempistiche di registrazione delle operazioni di carico e scarico e nella cura di compilazione dei FIR. Le ragioni sono essenzialmente due:

  1. il registro carico/scarico sarà digitale (dal momento dell’iscrizione al RENTRI) e ogni modifica o rettifica risulterà tracciata e quindi comunicata e individuabile dagli enti di controllo;
  2. non sono a oggi previsti meccanismi di correzione dei formulari, in particolare nella previsione del futuro passaggio al digitale (che avverrà per tutti dal 13 febbraio 2026).

Si riducono in sostanza le possibilità di sanare mancanze o correggere errori e, considerate le attuali abitudini degli operatori, il cambiamento potrebbe richiedere in alcuni casi un intervento sulle modalità organizzative degli uffici e dei referenti coinvolti nella registrazione della tracciabilità dei rifiuti.

L'adeguamento al RENTRI richiede di aggiustare l'operatività.

Si parla di proroghe?

Sulla base dei dati statistici delle aziende a oggi registrate, iscritte o coinvolte negli eventi di formazione dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali risulta che si siano mosse per l’adeguamento al RENTRI le medie e grandi aziende e che resti ancora da raggiungere la maggioranza delle piccole e delle micro aziende. Questi dati stanno portando a immaginare che il Ministero possa approvare una proroga di tre mesi nei termini di avvio del RENTRI, ma sono voci e la conferma vera e propria arriverà solo a fine anno.

Considerato quanto limitata appare la proroga rispetto ai dettagli da verificare e alla formazione da erogare, il consiglio è di non temporeggiare.